La nuova figura dei collaboratori di società attive nel settore finanziario

La Federazione nazionale delle società finanziarie,  il Sindacato Nazionale Dirigenti delle Banche di Credito Cooperativo-Casse Rurali e delle Organizzazioni periferiche e Centrali di Categoria l’Associazione dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria e la Federazione italiana lavoratori si sono riuniti il 22 ottobre 2012 a Roma per discutere la piattaforma contrattuale che dovrà interessare la nuova figura dei collaboratori di società attive nel settore finanziario.

La Fenafi  ricorda a tutti i professionisti del settore una data da segnare in rosso sul calendario: il 31 ottobre 2012. Da quel giorno cambierà il mondo delle professioni finanziarie: nessuna persona fisica potrà più esercitare l’attività di mediatore creditizio, che potrà essere svolta solo da società; rimarranno gli agenti in attività finanziaria che a quella data abbiano ultimato la procedura telematica per il passaggio nel nuovo albo dal sito www.organismo-am.it.

Tre anni di anzianità pregressa di iscrizione ( sia come agenti sia come mediatori) , un reddito non inferiore a 5000 euro per ogni anno,  una casella pec , una firma digitale ed il versamento all’Organismo per la tenuta degli elenchi  della quota di 200 euro: questi i requisiti per iscriversi come agente non operativo e mantenere l’iscrizione all’albo evitando l’esame.

Per lavorare effettivamente  però occorre anche indicare la società con cui viene stipulato il contratto di agenzia e la polizza assicurativa.

Le società di agenzia in attività finanziaria e quelle di mediazione creditizia oltre ad iscriversi con il versamento di una quota più onerosa ( 2000 euro) dovranno provvedere all’indicazione dei collaboratori. E questa nuova figura, quella del collaboratore, sarà la professione del settore finanziario del futuro.

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La Fenafi cresce nel mondo associativo

L’unione fa la forza. E cresce di molto la forza rappresentativa della Fenafi,  Federazione nazionale delle società finanziarie, che dal  16 marzo 2013 comprende anche l’U.Fi.C, Unione Finanziarie e Confidi e l’Assimec ( associazione italiana mediatori creditizi e agenti in attività finanziaria).

 La Fenafi, socia fondatrice dell’OAM, Organismo per la tenuta degli agenti e dei mediatori creditizi, istituito presso la Banca d’Italia, è da sempre attiva  nella consulenza e nell’assistenza, soprattutto nell’interpretazione delle norme di diritto bancario, fiscale e societario, per tutelare imprese  operanti nel mondo del credito come le banche e  le società finanziarie iscritte negli elenchi ex art.106 e 107 del Testo unico bancario  385/93.  L’U.Fi.C. e l’Assimec,  a tutela rispettivamente dei Confidi e dei liberi professionisti nel settore del credito, secondo quanto riferiscono i rispettivi rappresentanti “ si sono avvalse nel corso dell’ultimo anno dei servizi della Federazione nazionale delle società finanziarie, che, vista la particolarità del momento transitorio,  è riuscita ad essere un punto di riferimento nel settore, in modo efficiente e trasparente”. Da qui la richiesta di adesione, accolta il 16 marzo scorso. Il Presidente della Federazione nazionale delle società finanziarie avv. Santo Alfonso Martorano, spiega: “La riforma di cui al decreto 141 del 2010 e successive modifiche,  ha portato ad una riduzione enorme dei professionisti iscritti. Stando ai dati di gennaio 2013 sono scomparsi i 121.997 professionisti che erano iscritti al vecchio albo dei mediatori creditizi- persone fisiche tenuto da Banca d’Italia; dei 70.093 agenti iscritti al vecchio albo, solo 8.286  ( l’11,8%) hanno presentato istanza per l’iscrizione nel nuovo elenco; delle 5.248 società di agenzia in attività finanziaria, solo 460 ( cioè l’8,8%) hanno presentato domanda di iscrizione al nuovo albo, mentre delle 9.178 società di mediazione creditizia solo 266, cioè il 2,9% hanno presentato domanda di iscrizione. Di conseguenza realtà associative come l’U.fic. e l’Assimec  hanno preferito fare squadra con una realtà solida come la Fenafi, che ha messo sempre al primo posto la trasparenza e la formazione, al fine di fornire utili strumenti di tutela a quegli iscritti che hanno voluto continuare a svolgere questa attività rispettando regole più stringenti.”

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